Di chi è l'oro? Non è certo una domanda peregrina, certo è difficile avere una risposta ufficiale.
Come sappiamo la Banca d'Italia è di tutti fuorché dell'Italia intesa come popolo,ma neppure come governo.
Il problema è quindi di capire se l'oro ivi depositato è o non è in "conto custodia", quindi se appartiene realmente all'Italia, cioè a noi, o no.
Risalendo nel tempo è logico pensare che un qualche quantitativo di oro sia affluito dalle Banche azioniste, ma il fatto si ferma li.
Cerchiamo invece di capire il "quanto" e il "dove" del grosso quanitativo attuale.
Il "quanto" va da 2450 fino a 2700 tonnellate, a seconda delle fonti, ma questo è di importanza secondaria.
Il "dove" ebbene anche qui le cifre fluttuano, comunque una parte (800 ton) la detiene la FED, una parte (100 ton) la BCE ed infine una piccola parte la BRI (B dei Regolamenti Internazionali) , ma questa parte appartiene alla Storia.
Un discorso a parte meriterebbero i tedeschi, ma non è questa la sede.
Nel dopoguerra, esattamente tra gli anni '50 e '60, l'Italia pensa bene di rimpinguare i depositi acquistando una gran parte delle attuali tonnellate. Alla bisogna fece fronte la Sede di Mogadiscio della Banca d'Italia,che effettuò parecchi "trasferimenti" dal Sud-Africa.

Non dimentichiamo che gli inglesi amministrarono la Somalia fino al 49 dopodiché decisero di affidarne all'Italia la cd "Amministrazione fiduciaria" per un decennio.
E fu esattamente durante questo periodo (anni '50-'60) che furono effettuati trasporti di oro e preziosi in favore della Banca d'Italia.
Chiaramente queste acquisizioni erano fatte in nome e per conto dei Governi, quindi del popolo, con i nostri soldi, e non certo i soldi delle Banche azioniste o della stessa Banca d'Italia.

Inoltre posso aggiungere che all'epoca si è sempre parlato di un 7-10% di proprietà privata (dell'oro) ovvero delle Banche ed il restante come appartenente al popolo.
Occorre ricordare che l'oro rappresentava la "solidità" della nostra Lira che NON veniva certo acquistata dalla BCE.

In conclusione, l'oro appartiene a noi italiani, e qui non ci sono dubbi.
D'altro canto esisteva e di certo esiste ancora un "Registro di carico, ben numerato" dove si trovano tutte le informazioni per individuarne la proprietà, esattamente come esiste un "Registro di scarico" della moneta cartacea, punzonata ed annullata prima di essere distrutta.

Non occorre spendere altre parole.

A questo punto bisognerebbe "richiamare" tutto l'oro nella sua naturale sede, la "Sacrestia" di Palazzo Kock.